Come lasciar andare un grande amore

In che modo possiamo permetterci e darci il coraggio di lasciar andare qualcuno dalla nostra vita, che abbiamo ritenuto essere un nostro grande amore, qualcuno con cui ci siamo sentiti incredibilmente in sintonia, a nostro agio, per cui abbiamo provato una grandissima attrazione e una chimica speciale, che ci ha permesso di scoprire quello che vuol dire avere una connessione che potremmo definire “magica”?

Potrei descrivere molto precisamente le tante sensazioni che si provano nell’irradiare amore e farlo confluire verso un altro essere umano, qualcuno con cui scegliamo o desidereremmo avere una relazione affettiva, sentimentale, d’amore. Quell’essere potrebbe essere diventato il nostro prescelto dopo un solo sguardo, dopo qualche minuto di chiacchierata, dopo un ballo silente, dopo anni che ci conoscevamo e ignoravamo o che eravamo grandi amici. Tanti potrebbero essere stati i modi attraverso i quali sono affiorati le nostre emozioni in presenza o immaginando quell’essere e i nostri sentimenti. Eppure, quella sensazione di aver incontrato la Persona, quella che vorremmo facesse sempre parte della nostra vita, in vari modi, a vario titolo, oppure con un ruolo precisissimo e ben definito, è una sensazione decisamente unica, forse ripetibile poche volte nella vita di ciascuno, ma così importante da poter essere distinta in modo inequivocabile da tutte le altre esperienze vissute sino a quel momento e che vivremo in futuro dopo quell’esperienza o accanto a essa.

Illustrazione di Gianluca Garofalo

Questa riflessione mi fa soffermare principalmente su due concetti:

Il riconoscimento di ciò che per noi è una connessione veramente speciale.

La dignità che possiamo dare a un amore non corrisposto.

Sembrerebbe che, in larga parte, ciascuno di noi sia stato abituato a pensare che tutto ciò che non è corrisposto tutto sommato non abbia un gran valore, poiché siamo convinti del fatto che se l’altro non prova le stesse cose che proviamo noi il nostro amore valga meno. Se riflettiamo sul fatto che ciascuno di noi passa la vita con se stesso, con le proprie emozioni, legge la realtà con i propri filtri, coltiva il proprio mondo interiore in assoluta indipendenza dal resto del mondo e degli altri esseri che lo abitano, seppure sia necessario riconoscere che afflati, intenti, bisogni e desideri simili ci accomunino, probabilmente siamo in grado di immaginare che ciascuno di noi può provare qualcosa che per qualcun altro è più o meno comprensibile e condivisibile e che potrebbe anche non esistere ed essere mai portato a galla. Questo significa in genere che la persona che prova dei sentimenti importanti per qualcuno che non la corrisponde si trovi ad affrontare una fase di sofferenza molto importante e tendenzialmente anche decisamente prolungata. Eppure forse non abbiamo frequentemente riflettuto sul fatto che ci potrebbe essere un altro punto di vista, altrettanto valido e potente, attraverso il quale guardare ai fatti in modo forse più equilibrato e consapevole. Mi spiego meglio: tutto quello che potremmo avere di fonte a noi potrebbe voler dire che tanti esseri umani potrebbero scegliere di prendersi la completa responsabilità del proprio sentire e scegliere di onorarlo, profondamente, sino in fondo e senza rinnegarlo. Riconoscere e accettare il proprio mondo interiore, le proprie emozioni e i propri sentimenti, senza attribuirli a nessuno esterno a noi, credo sia un passaggio fondamentale nella crescita personale e spirituale di ciascun individuo. Ed è proprio questa la strada che credo ciascuno di noi possa scegliere e decidere di imboccare.

Il fatto che io riconosca in me l’amore per un altro essere umano e decida di onorarlo significa dargli una dignità che invece quasi tutti noi siamo abituati a negargli o eventualmente a cercare di sopprimere con il passare del tempo, se ci accorgiamo che l’altra persona non prova le stesse cose nei nostri confronti.

Il fatto che io possa riconoscere in me una connessione speciale con un altro essere umano e possa scegliere di assegnare a costui un ruolo importante nella mia vita, nonostante possa non essere quello di un amante, un fidanzato, un compagno, un marito, non vuol dire che io stia dando meno valore a quello che sto vivendo. Potrei, invece, accorgermi del fatto che quel riconoscimento mi permette di solidificare quella connessione in modo pulito, fuori dalle aspettative dell’essere corrisposti.

A molte persone capita di trovare una profondissima connessione con qualcuno in fasi della vita in cui non è possibile vivere una vicenda amorosa, oppure in momenti in cui entrambi o uno dei due scelgono di non seguire una strada che potrebbe essere tortuosa e difficile. Potrebbe non essere la fase giusta, una delle due persone potrebbe trovarsi a un livello di crescita personale, interiore, spirituale diverso da quello dell’altra. Una serie di fattori potrebbero confluire affinché non sia possibile vivere un’esperienza con la nostra persona speciale che ci permetta di vivere nella nostra quotidianità una storia d’amore, così come la desidereremmo. Ci possono essere paure, titubanze, vite già molto strutturate e confluite in alcune direzioni difficilmente risolvibili, potremmo trovarci di fronte a età o condizioni di vita estremamente diverse. Eppure, nonostante questo possa voler significare che i ruoli che ci saremmo immaginati di poter rivestire nella vita uno dell’altro debbano essere rimodulati, questo non implica in nessun modo che la connessione possa per noi essere meno rilevante o meno importante.

Come in molti contesti viene sottolineato, quello che probabilmente è sempre molto impegnativo, ma decisamente non impossibile, è imparare a stare in profonda connessione con quello che sentiamo, senza rinnegarlo, senza confutarlo, senza ritenere che possa essere un nostro nemico. Le emozioni ci danno sempre informazioni interessanti, che non possiamo in nessun modo veramente rifiutare. Non possiamo cambiarle e non abbiamo modo di gestirle veramente. Quanto è in nostro potere è prenderne pienamente consapevolezza, riconoscere, ove possibile le cause, le motivazioni che avrebbero potuto generarle e farcene attraversare in pienezza. Ciò che rimane sempre in nostro potere è invece modulare le azioni, i comportamenti che possono derivarne. In questo modo, potremo essere capaci di scegliere, consapevolmente e dal centro di noi stessi, quale cammino intraprendere e in quale direzione fare in modo che si dipani. La piena accettazione ed elaborazione di un rifiuto, un abbandono, un lutto sono processi lunghi e complessi, pieni di sfide e passi indietro. Sentirsi grati e fortunati per aver provato sentimenti potenti di amore, sebbene non sia stato possibile viverli nella nostra quotidianità, può essere un passo importante per lasciare andare i turbamenti che accompagnano la mancata realizzazione della nostra vicenda amorosa con quella determinata persona, sebbene questa opportunità che ci siamo concessi possa riempire gli spazi della nostra interiorità di una luce profonda, capace di illuminare tutto quello che abbiamo attorno a noi.

Se ti trovi in una situazione difficile e vuoi capire in che modo lasciar andare quello che senti essere un tuo grande amore, con il quale non è possibile vivere l’esperienza che desideri, contattami.