Quando l’amore non basta: la crisi silenziosa della comunicazione di coppia
Ti è mai capitato di trovarti in una conversazione con il tuo partner e sentire che, nonostante parliate la stessa lingua, è come se viveste su pianeti diversi? Lui o lei ti sta dicendo qualcosa di importante, ma tu sei già tre passi avanti, preparando la tua risposta, cercando nella tua memoria un’esperienza simile da condividere, o peggio, formulando una soluzione che l’altro non ti ha chiesto.
Non sei solo. Secondo ricerche recenti nel campo della psicologia relazionale, circa il 67% delle coppie identifica la “mancanza di comunicazione” come causa principale di conflitti ricorrenti. Ma ecco il paradosso: non è che le coppie non comunichino abbastanza. Il problema è che raramente si ascoltano davvero.
L’ascolto attivo – una competenza comunicativa sviluppata dallo psicologo umanista Carl Rogers negli anni ’50 – rappresenta uno degli strumenti più potenti nel love coaching e nel counseling trasformativo relazionale. Non è semplicemente una tecnica: è un atto di presenza radicale che può letteralmente trasformare la qualità delle tue relazioni più intime.
In questo articolo esploreremo cos’è realmente l’ascolto attivo, perché è così straordinariamente difficile (specialmente in ambito sentimentale), quali sono i blocchi più comuni che ci impediscono di ascoltare veramente il nostro partner, e soprattutto: come sviluppare questa competenza attraverso pratiche concrete e trasformative.
Cos’è davvero l’ascolto attivo: oltre la definizione da manuale
Le tre dimensioni dell’ascolto profondo
Quando parliamo di ascolto attivo nel contesto del coaching personale e del counseling professionale, non ci riferiamo al semplice “sentire” le parole dell’altro. L’ascolto attivo è un processo dinamico che richiede tre componenti simultanee:
1. RICEZIONE: la presenza totale
Ascoltare attivamente significa offrire all’altro la tua attenzione completa e indivisa. Questo implica:
- Contatto visivo autentico (non fissare, ma connettere)
- Linguaggio del corpo aperto e orientato verso l’altro
- Eliminazione delle distrazioni (telefono via, TV spenta, mente presente)
- Soprattutto: silenzio interiore – quella capacità rara di mettere in pausa il tuo dialogo interno
2. COMPRENSIONE: entrare nel mondo dell’altro
La vera comprensione va oltre le parole. Significa cogliere:
- Le emozioni che permeano il racconto
- I bisogni inespressi che si nascondono dietro le affermazioni
- I valori che vengono toccati o minacciati
- Il contesto emotivo e storico che dà significato a quanto viene detto
Nel love coaching, questa dimensione è cruciale: spesso i partner litigano “sul contenuto” (chi ha fatto cosa) quando il vero conflitto è “sul processo” (mi sento non visto, non considerato, non importante per te).
3. RISPOSTA: la validazione prima della reazione
La risposta nell’ascolto attivo non è immediata. Prima di condividere il tuo punto di vista, devi:
- Rispecchiare ciò che hai compreso
- Validare l’esperienza emotiva dell’altro
- Verificare di aver capito correttamente
- Solo DOPO (e solo se appropriato) condividere la tua prospettiva
Questa sequenza è rivoluzionaria perché inverte il nostro automatismo naturale: invece di reagire, rispondiamo. Invece di difendere, comprendiamo. Invece di convincere, accogliamo.
Perché l’ascolto attivo è così difficile (specialmente nelle relazioni intime)
La vulnerabilità nascosta dell’ascolto
C’è una ragione profonda per cui l’ascolto attivo risulta particolarmente arduo nelle relazioni sentimentali: richiede di tollerare l’incertezza e la vulnerabilità.
Quando ascolti veramente il tuo partner:
- Perdi il controllo della conversazione – Non sai dove andrà, quali emozioni emergeranno, quali verità scomode potresti dover affrontare
- Devi contenere emozioni difficili – La sofferenza, la delusione, la rabbia dell’altro, senza immediatamente “sistemarle”
- Rinvii il tuo bisogno di essere visto – Mentre ascolti, non sei tu al centro. Per chi ha imparato che “farsi sentire” è l’unico modo per esistere relazionalmente, questo è terrificante
- Rischi la trasformazione – Ascoltare davvero significa accettare che potresti cambiare idea, scoprire qualcosa di te che non ti piace, dover ammettere un errore
Nel contesto del counseling trasformativo, riconosciamo che questi “rischi” sono in realtà opportunità di crescita. Ma il nostro sistema nervoso, addestrato da anni di strategie relazionali automatiche, li percepisce come minacce.
Le radici biografiche dell’interruzione
Per molte persone, interrompere non è maleducazione: è sopravvivenza relazionale.
Se sei cresciuto in contesti dove:
- Dovevi “urlare” per essere ascoltato (famiglie numerose, ambienti caotici)
- L’attenzione era scarsa e bisognava conquistarla rapidamente
- Mostrare vulnerabilità era pericoloso, quindi parlare rapidamente era una difesa
- La cultura emotiva era basata sulla drammatizzazione (“chi grida di più, ha ragione”)
…allora hai sviluppato schemi comunicativi che oggi, in una relazione adulta intima, diventano ostacoli alla connessione profonda.
Il coaching personale e il love coaching non giudicano questi schemi: li riconoscono, li contestualizzano, e offrono alternative più funzionali.
I cinque blocchi principali all’ascolto profondo nelle relazioni
1. L’ascolto autobiografico: “anche io, ma…”
È il blocco più comune e subdolo. Mentre il tuo partner ti racconta qualcosa, la tua mente corre automaticamente verso:
- “Anche io ho vissuto una cosa simile…”
- “Questo mi ricorda quando…”
- “Conosco esattamente cosa intendi perché…”
Esempio pratico: Il tuo partner dice: “Mi sono sentita sola quando sei uscito con i tuoi amici senza nemmeno chiedermi come stavo.”
L’ascolto autobiografico risponde: “Anche io mi sento solo quando tu passi ore al telefono con tua madre!”
Perché è problematico: Sposta istantaneamente il focus dall’esperienza dell’altro alla tua. Il partner non si sente ascoltato, ma usato come trampolino per la tua storia.
Cosa fare invece: Rimanere con l’esperienza dell’altro. “Raccontami di più su cosa ha significato per te sentirsi sola in quel momento.”
2. L’ascolto risolutivo: la sindrome del “riparatore”
Trasformare ogni condivisione emotiva in un problema da risolvere è tipico di chi fatica a stare con le emozioni proprie e altrui.
Esempio pratico: Il tuo partner: “Sono esausta. Al lavoro mi sento sovraccaricata e non riesco più a gestire tutto.”
L’ascolto risolutivo: “Allora devi parlare con il tuo capo. Oppure organizzare meglio le priorità. Vuoi che ti aiuti a fare una lista?”
Perché è problematico: La persona non stava chiedendo soluzioni, ma accoglienza emotiva. Offrire soluzioni non richieste comunica implicitamente: “La tua emozione è un problema che va eliminato rapidamente.”
Nel love coaching impariamo: A distinguere tra quando l’altro chiede supporto pratico e quando chiede presenza emotiva. La domanda chiave è: “Hai bisogno che ti ascolti o che ti aiuti a trovare soluzioni?”
3. L’ascolto giudicante: il tribunale interiore
Mentre ascolti, una parte di te valuta costantemente:
- “Ha ragione o torto?”
- “Sta esagerando?”
- “È legittimo che si senta così?”
- “Se fossi nei suoi panni, reagirei diversamente”
Esempio pratico: Il tuo partner: “Mi sono offesa quando hai fatto quella battuta davanti ai tuoi amici.”
L’ascolto giudicante pensa: “Ma era solo una battuta innocente! È troppo sensibile.”
Perché è problematico: Il giudizio crea una barriera invisibile ma potentissima tra te e l’altro. Quando giudichi, non puoi comprendere. Quando comprendi, non hai bisogno di giudicare.
Nel counseling trasformativo: La validazione emotiva non significa accordarsi sul contenuto, ma riconoscere che l’emozione dell’altro è reale e legittima. “Capisco che quella battuta ti abbia ferita, anche se non era mia intenzione.”
4. L’ascolto selettivo: il filtro confermativo
Senti solo le parti del discorso che confermano ciò che già pensavi, ignorando o minimizzando il resto.
Esempio pratico: Il tuo partner dice: “Apprezzo molto quando mi aiuti con la casa, ma ultimamente sento che quando ti chiedo qualcosa, sembra che sia un peso per te.”
L’ascolto selettivo registra solo: “Apprezza quando ti aiuto” e ignora completamente: “Sembra che sia un peso per te.”
Perché è problematico: Crea conversazioni parallele. Tu rispondi a ciò che hai selezionato, non a ciò che è stato realmente comunicato. Il partner si sente frainteso e aumenta l’intensità (fino al conflitto) per “farsi sentire”.
5. L’ascolto difensivo: lo scudo automatico
Appena percepisci una critica (anche velata), attivi automaticamente modalità difensiva: giustificazione, contrattacco, minimizzazione.
Esempio pratico: Il tuo partner: “Vorrei che passassimo più tempo di qualità insieme, senza telefoni.”
L’ascolto difensivo: “Ma io lavoro tanto! E comunque anche tu sei sempre al telefono! Non è colpa mia se…”
Perché è problematico: L’energia va tutta a proteggere il tuo ego invece che a comprendere il bisogno dell’altro. La conversazione degenera rapidamente in una gara su “chi ha più ragione”.
Nel love coaching: Impariamo a riconoscere il trigger difensivo nel corpo (tensione, respiro corto, calore) e a fare una pausa prima di rispondere. “Mi sento un po’ sulla difensiva ora. Dammi un momento, voglio davvero capire cosa intendi.”
La pratica: cinque tecniche concrete per sviluppare l’ascolto attivo
Tecnica 1: il rispecchiamento (mirroring) – la base dell’ascolto empatico
Come funziona: Dopo che il tuo partner ha condiviso qualcosa di importante, riassumi ciò che hai compreso usando le sue parole chiave, senza aggiungere interpretazioni o giustificazioni.
Esempio di applicazione:
Partner: “Mi sono sentita sola a casa tua durante la cena con la tua famiglia. Sembrava che tutti parlassero tra loro e io fossi invisibile.”
Rispecchiamento efficace: “Quindi ti sei sentita sola durante la cena, come se fossi invisibile mentre tutti parlavano tra loro…”
Rispecchiamento inefficace: “Quindi ti sei sentita sola, ma sai, la mia famiglia è sempre stata così chiassosa, non era niente di personale!” ← Qui hai aggiunto giustificazione, vanificando il rispecchiamento.
Perché funziona: Il rispecchiamento comunica: “Ti ho ascoltato. La tua esperienza è arrivata a me.” Rallenta la conversazione e crea spazio per andare più in profondità.
Pratica nel love coaching: Nelle sessioni di coaching di coppia, questa tecnica viene praticata in modo strutturato, permettendo ai partner di sperimentare cosa significa essere veramente ascoltati prima di difendersi o spiegare.
Tecnica 2: la validazione emotiva – separare l’emozione dal contenuto
Come funziona: Riconosci l’emozione dell’altro come legittima e reale, indipendentemente dal fatto che tu condivida o meno l’interpretazione dei fatti.
Formula base: “Ha senso che tu ti senta [emozione] quando [situazione], data [contesto/tua esperienza].”
Esempio di applicazione:
Partner: “Mi sento trascurata quando la sera sei sempre al computer invece di parlare con me.”
Validazione: “Ha senso che tu ti senta trascurata quando passo le serate al computer. Capisco che per te quei momenti potrebbero essere occasioni per connetterci.”
Non-validazione: “Ma sto lavorando! Non puoi sentirmi trascurata per questo!”
Distinzione cruciale: Validare l’emozione NON significa:
- Essere d’accordo con l’interpretazione dei fatti
- Assumerti tutta la responsabilità
- Rinunciare alla tua prospettiva
Significa: “La tua emozione è reale, ha diritto di esistere, e mi interessa comprenderla.”
Nel counseling trasformativo relazionale, la validazione emotiva è il ponte che permette di passare dal conflitto alla comprensione reciproca.
Tecnica 3: le domande di approfondimento – curiosità invece di difesa
Come funziona: Invece di passare immediatamente alla tua prospettiva o difesa, fai domande genuine che aiutano l’altro ad esplorare più profondamente la propria esperienza.
Domande potenti:
- “Dimmi di più su cosa significa per te [parola/concetto che hanno usato]…”
- “Cosa ti ha fatto pensare/sentire che [interpretazione]?”
- “Come ti sei sentita nel tuo corpo quando è successo?”
- “C’è stato un momento specifico in cui hai sentito [emozione]?”
- “Cosa avresti voluto che accadesse invece?”
Esempio di applicazione:
Partner: “Non mi ascolti mai davvero.”
Invece di: “Ma come fai a dire così! Ti sto ascoltando adesso!”
Prova: “Aiutami a capire. Quando dici che non ti ascolto mai, cosa succede in quei momenti che ti fa sentire non ascoltata?”
Attenzione alle domande-trappola:
Evita domande che sono in realtà affermazioni mascherate o critiche:
- “Ma non ti sembra di esagerare?” ← Giudizio mascherato
- “Quindi vuoi dire che sono un cattivo partner?” ← Vittimismo difensivo
- “Ma davvero pensi che io non ti ami?” ← Manipolazione emotiva
Nel coaching personale: Le domande potenti sono lo strumento principale. Imparare a formulare domande aperte e non giudicanti trasforma non solo le relazioni, ma la capacità di comprendere te stesso.
Tecnica 4: WAIT (Why Am I Talking?) – L’autoconsapevolezza in tempo reale
Come funziona: Prima di aprire bocca, fai una micro-pausa e chiediti: “Perché sto per parlare proprio ora?”
Motivazioni costruttive:
- Chiarire che ho compreso
- Fare una domanda che aiuta l’altro ad approfondire
- Condividere qualcosa che arricchisce (non sostituisce) ciò che è stato detto
- Validare l’esperienza dell’altro
Motivazioni da riconoscere (senza giudizio):
- Mi sento a disagio nel silenzio e voglio riempirlo
- Voglio dimostrare che anch’io ho qualcosa di importante da dire
- Voglio riportare l’attenzione su di me
- Voglio “sistemare” l’emozione dell’altro perché mi crea disagio
- Sento il bisogno di difendermi da una critica percepita
Pratica quotidiana: Questa tecnica diventa particolarmente potente quando la pratichi non solo nelle conversazioni “importanti”, ma in ogni interazione. Con il tempo, sviluppi un’autoconsapevolezza comunicativa che trasforma radicalmente la qualità delle tue relazioni.
Nel love coaching: Aiuto i clienti a sviluppare questo “osservatore interiore” che nota i pattern automatici senza giudicarli, creando spazio per scelte comunicative più consapevoli.
Tecnica 5: la regola del 70/30 – il bilanciamento dell’attenzione
Come funziona: Nelle conversazioni emotivamente cariche o quando il tuo partner sta condividendo qualcosa di vulnerabile:
- 70% del tempo lo dedichi ad ascoltare (domande, rispecchiamento, validazione, silenzio attento)
- 30% del tempo lo usi per rispondere, condividere la tua prospettiva, o proporre soluzioni (se richieste)
Come verificare: Dopo una conversazione importante, chiediti onestamente: “Chi ha parlato di più? Di cosa abbiamo parlato principalmente: della sua esperienza o della mia?”
Se scopri che il rapporto è invertito (30/70 o addirittura 20/80 a tuo favore), questo è un dato prezioso. Non per giudicarti, ma per riconoscere un pattern.
Nel lavoro di coppia: Questa regola diventa particolarmente preziosa quando uno dei due partner ha uno stile comunicativo più espansivo e l’altro più ritirato. Permette di creare uno spazio strutturato dove entrambi possano sentirsi ascoltati.
Esercizio pratico settimanale: “L’ora dell’ascolto profondo”
Una pratica trasformativa per coppie
Proponi al tuo partner questa pratica strutturata, da fare una volta a settimana (o più spesso se sentite il beneficio):
Setup: “Voglio provare qualcosa insieme. Per 20 minuti, tu parli di quello che desideri: la tua giornata, come ti senti, le tue preoccupazioni, i tuoi sogni, noi, qualsiasi cosa. Io ti ascolto senza interrompere. Il mio unico compito è capirti profondamente. Poi facciamo una pausa di 5 minuti. Dopo, se vuoi, invertiamo i ruoli.”
Regole per chi ascolta:
- Zero interruzioni (l’unica eccezione: “Aspetta, voglio assicurarmi di aver capito bene finora…”)
- Niente soluzioni non richieste esplicitamente
- Niente “anche io…” o “sì, ma…”
- Linguaggio del corpo aperto e presente
- Contatto visivo gentile (non fissare intensamente, ma connettere)
- Metti via telefono, spegni TV, elimina ogni distrazione
Dopo i 20 minuti: Chi ha ascoltato condivide:
- “Quello che ho capito è… Ho capito bene?”
- “Quello che mi è arrivato più forte è stata la tua emozione di […]”
- “C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere?”
Nota essenziale: Questo esercizio sarà straordinariamente difficile le prime volte. Ti verranno mille impulsi di interrompere, correggere, spiegare, difendere.
Osservali senza seguirli.
Ogni volta che resisti all’impulso, stai letteralmente creando un nuovo circuito neuronale. Stai rieducando il tuo sistema nervoso a tollerare l’incertezza e la vulnerabilità dell’ascolto profondo.
Nel love coaching: Questo esercizio è spesso il punto di svolta per coppie che “non si capiscono più”. Quando provano per la prima volta cosa significa essere ascoltati senza giudizio o interruzione, emerge un’intimità che spesso mancava da anni.
L’ascolto somatico: il tuo corpo come strumento di consapevolezza
Oltre le parole: cosa ti dice il tuo corpo
Nel counseling trasformativo con approccio transpersonale, riconosciamo che la saggezza non risiede solo nella mente, ma anche (e forse soprattutto) nel corpo.
Il tuo corpo è un sensore incredibilmente sofisticato di verità relazionale. Sa quando stai davvero ascoltando e quando stai solo aspettando il tuo turno per parlare.
Pratica di ascolto somatico:
Durante una conversazione importante con il tuo partner, porta gentilmente l’attenzione a:
- La tua mascella – È serrata o rilassata?
- Il tuo respiro – È corto e superficiale, o profondo e fluido?
- Le tue spalle – Sono alzate e tese, o scese e aperte?
- Il tuo stomaco – C’è tensione, nodo, peso?
- Le tue mani – Sono aperte o chiuse a pugno?
Quando noti tensione: È un segnale prezioso. Probabilmente stai entrando in una di queste modalità:
- Ascolto difensivo (ti senti attaccato)
- Ascolto risolutivo (vuoi “sistemare” l’emozione dell’altro)
- Ascolto giudicante (stai valutando invece che comprendere)
Cosa fare:
- Respira consapevolmente nella zona di tensione
- Nomina mentalmente cosa sta succedendo: “Sto sentendo difensività” o “Voglio saltare alla soluzione”
- Ritorna all’ascolto con intenzione rinnovata
Questa pratica trasforma l’ascolto da abilità cognitiva a esperienza incarnata di presenza.
Il paradosso trasformativo dell’ascolto profondo
Più ascolti, più vieni ascoltato
Esiste un paradosso potente nel lavoro relazionale che verifico costantemente nelle sessioni di love coaching:
Più ascolti veramente il tuo partner, più il tuo partner diventa capace di ascoltarti.
Questo accade per diverse ragioni psicologiche profonde:
- Il sistema nervoso si calma: Quando una persona si sente veramente ascoltata, il suo sistema nervoso passa da modalità difensiva (simpatico) a modalità ricettiva (parasimpatico). Un sistema nervoso calmo è capace di ascolto. Uno attivato difensivamente non lo è.
- La reciprocità emerge naturalmente: Gli esseri umani sono cablati per la reciprocità. Non come obbligo (“Ti ho ascoltato, ora tu devi ascoltare me”), ma come emergenza naturale. Quando ricevi un dono autentico, nasce spontaneamente il desiderio di ricambiarlo.
- L’intensità drammatica si riduce: Spesso l’escalation emotiva in una relazione è un tentativo disperato di “farsi sentire”. Se il tuo partner sente che lo ascolti davvero nelle piccole cose quotidiane, non avrà bisogno di “esplodere” drammaticamente per le grandi cose.
- La fiducia si ricostruisce: L’ascolto profondo è uno degli atti di fiducia più potenti. Comunica: “Quello che provi e pensi è importante per me. Tu sei importante per me.”
Il confine fondamentale
Attenzione cruciale: Questo non significa che tu debba “curarti” del tuo partner per ottenere ascolto in cambio.
Se ti trovi in una relazione dove:
- Tu ascolti sempre, l’altro mai
- Ogni conversazione diventa centrata sui bisogni dell’altro
- I tuoi tentativi di essere ascoltato vengono ignorati o svalutati
- Non c’è reciprocità, nonostante tu abbia comunicato chiaramente questo bisogno
…allora quello è un dato importante sulla sostenibilità e sulla salute della relazione.
Nel coaching personale e nel love coaching, distinguiamo tra:
- Relazioni in crescita: Dove entrambi i partner, a ritmi diversi, evolvono nella capacità di ascolto reciproco
- Relazioni squilibrate cronicamente: Dove c’è un “datore” e un “prendente” fissi, senza reale movimento
L’ascolto attivo è un dono che offri liberamente, non una strategia per manipolare l’altro a cambiarsi.
L’ascolto attivo come pratica spirituale: la dimensione transpersonale
Oltre la tecnica: presenza e trasformazione
Nell’approccio del counseling trasformativo con orientamento transpersonale, l’ascolto profondo trascende la dimensione tecnica per diventare pratica spirituale di presenza.
Quando ascolti veramente qualcuno:
- Sospendi temporaneamente il tuo ego – Non per annullarlo, ma per creare spazio
- Entri in uno stato di presenza non-giudicante – Simile alla meditazione, ma relazionale
- Riconosci l’altro come soggetto, non oggetto – Non “cosa posso ottenere”, ma “chi sei tu, nel tuo mondo”
- Partecipi a una co-creazione di significato – Non stai solo ricevendo informazioni, stai co-creando comprensione
Questa dimensione dell’ascolto si collega profondamente con pratiche contemplative di diverse tradizioni:
- Mindfulness relazionale – Presenza totale all’altro momento per momento
- Compassione attiva – Non pietà, ma riconoscimento profondo della comune umanità
- Testimonianza sacra – L’onore di essere lo spazio dove l’altro può rivelare se stesso
Nel mio lavoro con percorsi di scopo di vita e coaching transpersonale, questa qualità di ascolto diventa la porta d’accesso a dimensioni più profonde dell’essere. Quando qualcuno si sente veramente ascoltato, può finalmente ascoltare se stesso – la sua voce interiore, i suoi bisogni autentici, il suo scopo più profondo.
Conclusione: l’ascolto come atto rivoluzionario d’amore
In un mondo che ci insegna costantemente a parlare, a promuoverci, a “farci sentire”, l’ascolto profondo è un atto controculturale.
In una relazione dove entrambi lottano per essere ascoltati, chi inizia ad ascoltare davvero compie un atto rivoluzionario: rompe il circolo vizioso della mutua sordità.
Le relazioni non muoiono per mancanza di amore. Muoiono per mancanza di comprensione reciproca. E la comprensione nasce dall’ascolto.
L’ascolto attivo non è:
- Debolezza o sottomissione
- Rinuncia alla tua voce
- Accordo automatico con l’altro
- Una tecnica da applicare meccanicamente
L’ascolto attivo è:
- Un atto di coraggio e vulnerabilità
- Un ponte verso l’intimità autentica
- Una pratica che trasforma te mentre trasforma la relazione
- Uno dei doni d’amore più profondi che puoi offrire
Il tuo prossimo passo: trasforma l’ascolto da concetto a pratica vissuta
Leggere questo articolo ti ha dato strumenti e comprensioni preziose. Ma la vera trasformazione avviene nella pratica, nel confronto con le difficoltà reali, nel supporto quando l’automatismo riprende il sopravvento.
Vuoi approfondire questo percorso?
Se riconosci che l’ascolto è un’area di crescita nella tua relazione…
Se senti che tu e il tuo partner parlate lingue diverse anche quando usate le stesse parole…
Se desideri trasformare i conflitti ricorrenti in opportunità di connessione più profonda…
Il love coaching può offrirti uno spazio sicuro e guidato per:
✓ Identificare i tuoi pattern comunicativi automatici e le loro radici
✓ Sviluppare competenze di ascolto attivo attraverso pratiche personalizzate
✓ Lavorare sugli aspetti emotivi che rendono l’ascolto così difficile (paura di perdere controllo, bisogno di avere ragione, trauma relazionale del passato)
✓ Creare nuovi rituali di connessione nella tua relazione
✓ Accedere a dimensioni più profonde di intimità emotiva e spirituale
Percorsi Disponibili:
Coaching individuale e counseling di coppia Lavoro personalizzato sulle tue specifiche dinamiche relazionali, con particolare attenzione alla comunicazione emotiva e all’ascolto profondo.
Percorsi di Counseling Trasformativo Per chi desidera un lavoro più profondo che integri dimensioni biografiche, transpersonali e spirituali, andando alle radici dei blocchi comunicativi.
Programmi su scopo di vita e sviluppo personale Quando l’ascolto difficile è sintomo di una disconnessione più ampia da te stesso e dal tuo percorso autentico.
Contattami per una sessione conoscitiva
L’ascolto attivo è una competenza che si sviluppa nel tempo, con pratica paziente e compassione verso te stesso quando sbagli (e sbaglierai, spesso).
Ma ogni volta che scegli di ascoltare invece di reagire, ogni volta che crei spazio per l’altro invece di riempirlo con le tue parole, ogni volta che tolleri l’incertezza invece di saltare alla soluzione…
…stai piantando semi di trasformazione non solo nella tua relazione, ma nella tua intera vita.
L’amore vero non è solo sentimento. È abilità. E l’ascolto è forse l’abilità più importante.
Sei pronto a iniziare?
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