Il padre nostro: il mantra del mondo occidentale

Si può parlare del Padre Nostro come un vero e proprio cammino spirituale.

Sarebbe inimmaginabile riassumere tutta la potenza di questa preghiera e pensare che tutte le interpretazioni semplici e complesse che ho potuto leggere negli anni possano essere riassunte in un breve articolo. Raccoglierò per questo motivo solo qualche informazione, per ciascuno poi da approfondire se trovasse questi spunti interessanti. Ho preferito dare un’idea parziale di quello che ho scelto in proposito e io ho trovato significativo per me e che scelgo di portare costantemente nella mia quotidianità, da quando ero una bambina. Mi sono state poste diverse domande negli ultimi mesi riguardo ai corpi sottili, ai settenni e a varie tematiche antroposofiche complesse. Rimando alla lettura dei testi fondamentali di Rudolf Steiner e alle trascrizioni di quasi tutte le sue conferenze oltre che ai tanti blog e centri antropologici che se ne occupano in modo diretto. Qui raccolgo solo una piccola parte di ciò che può essere portato nella propria quotidianità e accostato alle tecniche meditative che per tanti fanno già parte della propria giornata.

Tanto per cominciare non poteva mancare l’interpretazione che ne dà Rudolf Steiner, nei testi specifici (Il Padre Nostro. Il significato storico universale del sangue fluito dalla Croce, Il Padre Nostro. Una considerazione esoterica, Il Padre Nostro. Preghiera e Meditazione) e ne Il Quinto Vangelo, che è quella che ho sempre sentito a me più vicina.

Rudolf Steiner disse che potremmo meditare sulle singole parti di questa preghiera per intere settimane. Nella lingua tedesca, come in quella italiana, il Padre Nostro viene trasmesso esclusivamente attraverso il contenuto di pensiero e formulato nell’ordine inverso, rispetto a quanto pronunciato dal Cristo. Sarebbe quindi da ripetere come mantra nella lingua originale in cui fu pronunciato, ovvero in aramaico. In quella lingua, il Padre Nostro si esprime attraverso una forza che potrebbe essere definita magica.

Il testo in aramaico orientale

Abwoon d’bwashmaya
Nithqadash shmakh
Tey tey malkhutha
Neqwe sebyanach aykanna
d’bwashmaya aph b’arah.
Havlaan lachma d’sunqanaan yaomana,
Washboqlan khaubeyn (wachtaheyn)
Aykana daph ……khayyabayn.
Welaa tahlaan l’nesyuna
Ela patzan min bisha.
Metool dilakhie malkhutha
Wahayla, wateshbukhta
Al ahlam almin. Ameyn!!


La preghiera di Bath-kol secondo Rudolf Steiner, ne Il Quindi Vangelo, presa dal sito di Libera Conoscenza

Padre che fosti, che sei e sarai 

Nella nostra più intima essenza. 

Il Tuo Nome venga da noi Glorificato e santificato.

Il Tuo Regno si estenda

Attraverso le nostre azioni

E il nostro modo di vita.

La Tua Volontà venga da noi

Attuata quale Tu l’hai posta

Nella nostra intima essenza. L’alimento dello Spirito,

Il Pane di Vita, Tu porgi

In sovrabbondanza per tutte

Le mutevoli situazioni dell’esistenza. 

Concedi che la nostra misericordia Verso gli altri serva da pareggio

Dei peccati da noi compiuti

A danno del nostro essere.

Non lasciare che il Tentatore

Agisca su di noi oltre

La misura delle nostre forze 

Poiché in Te, o Padre santo,

Non esiste tentazione alcuna, 

Essendo il Tentatore solo 

Illusione e inganno dal quale

Tu ci liberi, grazie alla luce

Della conoscenza di Te, nel cuore.

 La Tua potenza e magnificenza 

Agiscano su di noi, dall’alto, 

Attraverso i tempi dei tempi. 

Amen.

Rudolf Steiner

“Transustanziaci da esseri che pensano di venire costituiti e costruiti solo attraverso la materia, a esseri che sanno di venire architettati sempre di nuovo dall’alto, dagli Esseri spirituali del cosmo.”
Pietro Archiati, Il Quinto Vangelo, pagina 140

Si tenga anzitutto presente che il “Padre nostro” si articola, dopo l’invocazione iniziale, in sette formule: le prime tre – come spiega Steiner – riferite al Sé spirituale (Manas), allo Spirito vitale (Buddhi) e all’Uomo spirituale (Atman), ovvero a quanto è in potenza nell’Io e che l’Io stesso è chiamato perciò in avvenire ad attuare; le seconde quattro riferite invece alle sue “quattro parti costitutive inferiori”: vale a dire, al corpo fisico, al corpo eterico, al corpo astrale e all’ego (cioè al riflesso psico-fisiologico dell’Io).

I periodi postatlantici e lo sviluppo dei corpi sottili

IL PADRE NOSTRO E I SETTE CORPI DELL’UOMO

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI.

Con questo viene indicato il più profondo sostrato animico della natura umana, l’intimo essere dell’uomo che, in base all’esoterismo cristiano, fa parte del regno spirituale.

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME. (ATMA O UOMO SPIRITO – PADRE) 

La divinità appare nel regno in un’infinita gradazione di entità e in un’infinita molteplicità; nel senso della scienza occulta, quando si rimane all’elevato gradino di poterle considerare come emanazione del divino, si distinguono le singole entità per il fatto di dar loro il loro “nome”.

VENGA IL TUO REGNO. (BUDHI O SPIRITO VITALE – FIGLIO)

Il regno è l’immagine riflessa della volontà centro dell’universo.

SIA FATTA  LA TUA VOLONTÀ. (MANAS O SÉ SPIRITUALE – SPIRITO SANTO)

L’universo intero è vivificato dalla volontà universale che si manifesta in infinita diversificazione e moltiplicazione.

COME IN CIELO, COSÌ IN TERRA. 

Si passa dal regno spirituale a quello terreno.

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO.

(Corpo fisico) Il corpo fisico assorbe di continuo sostanza fisica come nutrimento, e conserva così la sua esistenza;

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI.

(C. eterico) Debito è la mancanza che il corpo eterico commette nella vita sociale, nella convivenza con gli altri uomini. 

NON CI INDURRE IN TENTAZIONE.

(Corpo astrale) Tentazione è ciò che il corpo astrale può incontrare in quanto manchevole individualmente,  personalmente.

LIBERACI DAL MALE.

(Io) Male è la manchevolezza dell’io.

Gli adepti dei Turani erano molto avanti rispetto all’umanità, e conoscevano molte cose, ma il resto del­l’umanità era ancora estremamente primitivo. Si immergevano gli uomini in un sonno ipnotico per insegnare loro la saggezza. Quello che oggi non è giusto, era a quell’epoca del tutto normale. L’uomo veniva immerso in una specie di stato di sonno, che si utilizzava per illuminarlo nel modo che segue.
Precedentemente alla prima incarnazione dell’anima umana nel corpo, non c’era la notte, tutti gli uomini erano illuminati. Era allora dunque nel sonno senza sogni che gli uomini avevano delle percezioni. A quel punto però non le avevano piú. Avendo perso quello, ricevettero in cambio la facoltà di vedere gli oggetti nei loro contorni generali. Nella misura in cui avvenne un afflusso di percezioni esteriori, si perse la capacità di percepire quelle interiori. Gli adepti avevano tuttavia sviluppato alcune facoltà. Si era appresa quella che si chiama oggi la scrittura occulta, che adesso si chiamerebbe anche il parlare occulto. Sapete tutti che esistono i mantra, alcune forme originarie di preghiera nelle quali il suono della lingua nasconde una certa azione. È in questa maniera che sono state scritte le prime parole del Vangelo secondo Giovanni. Quando vi è detto: “lm Urbeginne war das Wort” [“In principio era il Verbo”] c’è nella sillaba “Ur” e in “Beginne” un certo valore, che si è trovato all’origine, in generale, nelle prime parole del Vangelo di Giovanni. Tutto questo è però inconsistente paragonato a quanto era adoperato come insieme di suoni nella scuola degli adepti. Sostituiva quello che l’uomo di allora aveva perduto in facoltà di Illuminazione. Nel sonno ipnotico, egli poteva ancora ricevere questa Illuminazione dall’altro uomo che era un Iniziato, e cosí questi discepoli ricevevano dai loro fratelli piú progrediti una specie di illuminazione artefatta, grazie alla quale potevano vedere di nuovo all’opera gli spiriti nel mondo che li aveva sempre circondati, come una volta, prima che l’anima umana si incarnasse. È di questo che facevano l’esperienza i discepoli dell’epoca dei Turani, tali erano i primi insegnamenti religiosi, in questo modo erano loro insegnate le leggi dell’universo. In queste Illuminazioni, si ricevevano delle formule e dei disegni, perché anche con i disegni si poteva esercitare un’azione; ogni linea aveva una ragione d’essere del tutto precisa, e agiva in modo tale da poter insegnare all’uomo i grandi segreti dei mondi. Se si disegnava ad un uomo un vortice, egli non lo avrebbe visto ad occhi aperti. Ma se gli si presentava questo vortice nel sonno ipnotico, oppure se lo si colpiva con esso, questo avrebbe suscitato dei sentimenti del tutto particolari, per esempio come una pianta si sviluppa fino al seme e come un seme diventa una nuova pianta. Formule e linee di questo tipo furono poi trasmesse da queste scuole di adepti e date piú tardi ai popoli dai diversi fondatori delle religioni.
Piú risaliamo i tempi, piú l’anima che fu ripartita fra i differenti uomini è un’anima unitaria. Le anime si sono diversificate per il fatto che furono isolate, ripartite e separate le une dalle altre. Durante il sonno, tutti i corpi astrali sono ancora oggi simili; di giorno, hanno un aspetto piuttosto differente. Succedeva la stessa cosa nello stato di sonno ipnotico durante il quale erano istruiti i corpi astrali che erano allora tutti piuttosto simili. Là si poteva comunicare a tutti una certa saggezza originaria. Ma quando l’uomo fu privato della facoltà di ricevere la saggezza in questo modo, si dovette insegnare nell’antica India come lo esigeva il corpo indiano, in Persia come l’esigeva il corpo persiano, e ugualmente in Grecia, in Egitto e presso i Germani. Era quanto esigevano i corpi fisici esteriori secondo le differenti influenze che erano state esercitate su di loro. Gli originari fondatori di religione avevano immesso tutto questo nelle forme che ci sono state trasmesse oggi dalla tradizione in quanto insegnamento egizio di Ermete, l’insegnamento di Zarathustra e cosí via.
Ma in tutte le forme fondamentali delle vere religioni vive quello da cui sono nate. Quella Illuminazione che l’uomo ha ricevuto in quei tempi è in effetti qualcosa di completamente diverso da ciò che potrebbe prodursi oggi. Si trattava di una comunicazione non grazie a degli insegnamenti, ma grazie alla vita. Il modo con cui il discepolo era di fronte al Maestro è qualcosa di molto piú intimo. Potete farvene un’idea dal fatto, per esempio, che il vortice suscitava direttamente dei sentimenti. Oggi si comunicano dei concetti, e i sentimenti devono infiammarsi soltanto a partire dai concetti. Ma è proprio da quel modo di agire attraverso la vita che sono nate le formule religiose. La natura dell’uomo, composta da sette parti costitutive, era qualcosa che veniva esattamente comunicata nella scuola degli adepti dei Turani. Ma esse sono ancora oggi nascoste sotto forma di pensieri nel Padre Nostro. Questo Padre Nostro è l’espressione della natura umana composta da sette costituenti. Al discepolo degli adepti dei Turani lo si spiegava chiaramente facendo ascoltare loro una scala di suoni, come simbolo delle sette parti dell’uo­mo, unita ad alcune immagini di colori e ad una serie di aromi. Ciò che era insito nella gamma di armonia composta da sette parti, si elevava in lui sotto forma di esperienza interiore, per la quale ciò che era esteriore non costituiva che un mezzo. I grandi fondatori di religioni inserivano questo in determinate formule, ed è quanto il piú grande di loro ha fuso nel Padre Nostro: ogni uomo che recita il Padre Nostro riceve l’azione del Padre Nostro.
Il percorso dell’umanità
Il Padre Nostro è una preghiera che, in quanto tale, non è un mantra: avrà ancora importanza quando millenni e millenni saranno passati, perché è un mantra di pensieri. L’azione del Padre Nostro fu infuso nei pensieri, e come è vero che l’uomo può digerire molto bene senza dapprima farsi dire da un fisiologo in che cosa consiste il processo della digestione, altrettanto vero è che colui che recita il Padre Nostro risente dell’azione del Padre Nostro anche se non si fa dire in cosa consiste. L’azione del Padre Nostro si verifica, perché risiede nel potere dei pensieri stessi. Certo, un’altra conoscenza può aggiungervisi, a conferire al Padre Nostro un significato piú importante, e non ci si deve fermare ad essa. Questo è il cammino che hanno compiuto le verità religiose.
Le vostre anime, che vivono oggi nei vostri corpi, vivevano una volta nella sostanza divina comune dello Spirito, e furono illuminate in uno stato sonnambolico. Senza coscienza dell’Io, potevano percepire come le forze divine spirituali creano. Poi le anime furono inserite nei corpi. Per questo fatto, quella percezione si oscurò per loro sempre di piú, e fu tolta loro anche la possibilità di suscitare artificiosamente quello stato che si era potuto provocare nella scuola degli adepti turani.
Gli insegnamenti e le formule religiose, che sono tratti da quella saggezza originaria che ha creato il mondo stesso, sono solo un’eco dei sentimenti che potevano essere comunicati da uomo a uomo. La saggezza dell’Antico Testamento è per cosí dire trascritta dalle idee originarie, dalla saggezza originaria che costituisce il fondamento delle cose e che la vostra anima ebbe tanto tempo fa. In futuro, ma allora in una coscienza chiara e luminosa, a partire dalla loro anima, avverrà che gli uomini avranno di nuovo quello che hanno posseduto all’origine in una coscienza attenuata di sogno. L’uomo avrà la sua chiara e luminosa coscienza attuale e inoltre l’Illuminazione. Per raggiungere la coscienza di sé, l’uomo ha dovuto abbandonare la chiaroveggenza originaria, e piú quest’ultima si attenuò, piú aumentò la coscienza interiore dell’Io. Quando questa avrà raggiunto il vertice, l’uomo sarà arrivato alla sua ultima incarnazione, avendo in lui come frutto della sua vita l’antica chiaroveggenza e, inoltre, un altro elemento acquisito di nuovo.
Si sente continuamente questa frase fatta che gli uomini dovrebbero fondersi poco a poco in una coscienza universale. Se perdessero la loro attuale coscienza e si fondessero in una coscienza universale sarebbe per loro la liberazione. Ma le cose non stanno cosí. La coscienza dell’Io, che non era assolutamente presente una volta, sussisterà ancora dopo l’ultima incarnazione. Quello che si è separato dalla sostanza spirituale comune per formare un organismo si fonderà di nuovo nel tutto. Ma adesso, immaginatevi questo nel modo seguente: all’origine c’era dell’acqua chiara, essa è stata aspirata da numerose piccole spugne. Durante questa separazione è stato però assorbito tutto ciò che può essere assorbito dal­l’ambiente. Ogni goccia assorbita si colora di un tono ben preciso. Quando si strizzano le piccole spugne, ognuna rilascia il suo colore. È una diversità di colori cangianti, piú belli di quanto non sarebbero mai potuti essere prima. Cosí ogni uomo, quando ritorna nel tutto spirituale, porta con sé la propria colorazione particolare. È la sua coscienza in­dividuale, che non può andare perduta. La coscienza universale sarà un accordo di tutte le coscienze, un’armonia. Nella libertà, gli esseri che saranno passati attraverso l’umanità saranno una unità. Resteranno molteplici, e dato che vogliono essere una unità, ma non saranno costretti a formare una unità, saranno per questo una unità. Ognuno avrà conservato la sua coscienza e formeranno tutti insieme, per loro volontà, una coscienza unitaria. È cosí che dobbiamo rappresentarci l’inizio e la fine del nostro processo attuale dei mondi.
Non abbiamo il diritto di usare frasi fatte, dobbiamo al contrario considerare le cose come stanno. Parlare di “fondersi in una coscienza universale” è una frase fatta panteista. E se parliamo giustamente dal punto di vista dell’eternità, dovremo porre davanti alla nostra anima una frase che ci indichi che l’umanità non è vissuta invano, che ha avuto un’importanza nell’universo.
In altri termini, colui che si impegna nello studio dei fatti dei mondi si dice, per finire, che l’uomo è chiamato a contribuire un po’ anche lui, a dare un senso a questa vita. All’ultimo, deve depositare sull’altare della divinità la parte che lui stesso ha acquisito. Con questa sarà intrecciato, com’è detto in modo cosí bello, il tessuto che tesse ogni Spirito della Terra. Esso contiene tutti “gli Io” umani, e Goethe ha parlato da vero Iniziato quando nel Faust descrive questo come un processo reale:
«Nei flutti del mondo viventi
nel tempestar degli eventi
io salgo e discendo
tessendo, tessendo, tessendo.
Nascita e morte.
Infinita vicenda
un eterno mare,
un alterno operare.
Un rútilo fuoco di vita.
Io tesso, al telaio ronzante
del Tempo
la tunica viva di Dio».
La divinità porterà la veste immortale quando la Terra avrà raggiunto il proprio compito e gli uomini isolati avranno ordito questo tessuto nella loro evoluzione ascendente attraverso le differenti incarnazioni, durante il loro passaggio fra nascita e morte.
Dalle annotazioni di uditori presenti alla conferenza di Rudolf Steiner.
Berlino, 18 febbraio 1907 ‒ O.O. N° 96. Traduzione di Angiola Lagarde.

Secondo un’altra tradizione e cultura, il padre nostro richiama i 7 chakra. Possiamo quindi accostare l’immagine dei 7 corpi vitali ai 7 chakra.

I 7 chakra sono i seguenti:
1) Il Centro della Radice (Muladhara) dà l’energia vitale e corrisponde alla fase che va dai 0 ai 14 anni, dall’embrione al bimbo.
2) Il Centro della Polarità (Svadhisthana) dà la forza creatrice e corrisponde alla fase che va dagli 14 ai 21 anni, dal bambino al ragazzino.
3) Il Centro del Plesso Solare (Manipura) dà la coscienza comunitaria e corrisponde alla fase che va dagli dai 21 ai 28 anni, dal ragazzino al ragazzo.
4) Il Centro del Cuore (Anahata) dà la capacità di vivere l’Amore e si attiva dai 28 ai 35 anni, dal ragazzo al giovinotto.
5) Il Centro dell’Espressione (Visuddha) dà la saggezza, corrisponde alla fase che va dai 35 ai 42 anni, dal giovanotto all’uomo.
6) Il Centro della Visione (Ajna) dà la capacità di vedere la Realtà e si attiva dai 42 ai 49 anni, dall’uomo all’uomo maturo.
7) Il Centro della Corona (Sahasrara) dà la libertà e l’autodeterminazione e si attiva dai 49 a oltre, segnando il passaggio dall’uomo maturo all’Essere Umano.

I corpi sottili

Il testo della meditazione della pietra fondamentale (di cui dà una bellissima lettura anche il testo di Giorgio Tarditi Spagnoli) corrisponde a quello recitato da Rudolf Steiner alla fine dell’ultima conferenza del Convegno di Natale del 1 gennaio 1924.

(I.1)     Anima umana,                                                               (1)

tu vivi nelle membra

che attraverso il mondo spaziale

ti portano nell’oceanica entità dello spirito.

Pratica il memorare dello spirito                                   (5)

nelle profondità dell’anima,

dove imperando

l’essere del Creatore dei mondi

l’Io singolo

nell’Io divino                                                                             (10)

si sustanzia,

e veramente tu vivrai

nell’umano essere universale.

(I.2)     Poiché domina lo Spirito Padre delle Sommità

nelle cosmiche profondità generando essere.                   (15)

Serafini, Cherubini, Troni

(O voi, spiriti delle Forze)

fate risuonare dalle sommità

ciò che riecheggia nelle profondità

e dice:

Ex deo nascimur.

(Dalla divinità si sustanzia l’umanità)

Questo odono gli spiriti elementari

a oriente, a occidente, a nord, a sud:

possano uomini udirlo!

(II. 1)          Anima umana,                                                                (1)

tu vivi nel battito del cuore e nell’ansito del respiro,

che mediante il ritmo del tempo,

ti guidano a sentire l’essere dell’anima tua propria:

Pratica la riflessione dello spirito                                         (5)

nell’equilibrio dell’anima,

dove le fluttuanti

azioni del cosmico divenire

l’Io singolo

al cosmico Io                                                                                    (10)

congiungono;

e veramente tu sentirai

nell’attività dell’anima umana.

(II. 2)     Poiché la volontà del Cristo domina nella cerchia

entro i cosmici ritmi dispensiera di grazia alle anime.       (15)

Kyriotetes, Dynamis, Exusiai,

(O voi spiriti della Luce)

fate che dall’oriente si accenda,

ciò che in occidente si plasma;

e dice

In Cristo morimur.                                                                      (20)

(Nel Cristo la morte diventa vita)

Questo odono gli spiriti elementari

a oriente, a occidente, a nord, a sud:

possano uomini udirlo!

(III. 1)        Anima umana,                                                         (1)

tu vivi nel capo in riposo,

che dagli abissi dell’eternità

ti dischiude i cosmici pensieri.

Pratica la visione spirituale                                              (5)

in tregua di pensiero,

dove le divine eterne mete

la luce dell’essere universale

al singolo Io,

per il suo libero volere                                                               (10)

donano;

e veramente tu penserai

nelle umane profondità dello spirito.

(III. 2)      Poiché i cosmici pensieri dello spirito dominano

nell’essere cosmico, luce imploranti.                                   (15)

Arcai, Arcangeli, Angeli,

(O voi spiriti delle anime)

fate che si invochi dalle profondità

ciò che sarà esaudito dalle sommità

e dice:

Per spiritum sanctum reviviscimus.                                   (20)

(Nei cosmici pensieri dello Spirito l’anima si desta)

Questo odono gli spiriti elementari

a oriente, a occidente, a nord, a sud:

possano uomini udirlo!

(IV.1)           Alla svolta dei tempi                                           (1)

la luce universale dello spirito fluì

nella corrente del terreno esistere;

vinto il dominio

della notturna tenebra                                                             (5)

chiara luce diurna

raggiò nelle anime umane;

luce

che riscalda

poveri cuori di pastori,                                                            (10)

luce

che illumina menti sapienti di re.

Luce divina,

Sole del Cristo,                                                                           (15)

riscalda

i nostri cuori,

illumina

le nostre menti,

perchè sia bene                                                                          (20)

ciò che noi

col cuore fondiamo,

ciò che con la mente

condurre a piena meta

vogliamo.

(Versione italiana di Dante e Irene Vigevani)

La meditazione della pietra fondamentale e le parti dei corpi sottili evocate da Rudolf Steiner

Dopo aver raccolto in ordine sparso questi documenti che, come ho detto, sono semplicemente informazioni che vogliono stimolare alcuni spunti di riflessione, tutti assolutamente da approfondire in autonomia, consiglio la lettura del bellissimo testo di Pietro Archiati Il Quinto Vangelo e di un seminario molto denso di Robert A. Powell in cui vengono approfondite le connessioni con i 7 chakra.

Rudolf Steiner, Il Quinto Vangelo

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