E’ possibile non perdermi quando sono in una relazione?

Riconoscere la tua fragilità, il tuo dolore e la tua incompletezza è una cosa piuttosto romantica da fare. In realtà, un’eccessiva auto-ammirazione ti taglia fuori dalle altre persone, mentre un impegno con la tua stessa vulnerabilità è la chiave per costruire un legame. Quando si tratta di amor proprio non si tratta tanto di amare se stessi, ma di accettare che tutti gli esseri umani hanno i loro lati meno impressionanti, e quindi i tuoi lati meno impressionanti non ti tagliano fuori dalla possibilità di avere una buona relazione. Non significano che sei una persona terribile che non merita amore. Vogliono solo dire che sei parte dell’umanità.

Natasha Lunn, Conversations on Love

Illustrazione di James R. Eads

Se non dai sufficiente valore a te stesso, non ti conosci e non ti accetti, sarà più difficile essere sicuro, una volta che avrai instaurato una relazione, che non rischierai di perderti in essa e trovarti nuovamente in uno stato di solitudine profonda.

È la scala dell’idealizzazione. Se hai dimenticato di aver appena incontrato un altro essere umano, non una creatura divina, alla fine quella persona sarà molto frustrante quando ti rendi conto che è solo un’altra persona imperfetta. Quindi avere un certo pessimismo su come sono le persone è utile. Ma penso che sia compatibile con la gentilezza e l’entusiasmo. Uno dei migliori modelli di amore è come i genitori amano i loro figli.

C’è sicuramente un elemento che mi permette di pensare che fare un lavoro importante per non idealizzare una persona, mi aiuta a vederne tutti gli aspetti, evitando di cancellarne alcuni che poi, nel giro di qualche anno, emergerebbero comunque. Nessuno desidera veramente idealizzato, se questo vuol dire non consentirci di essere visto, accettato e perdonato nel momento in cui commette qualche errore, e conosciuto affinché possa essere se stesso in tutti i momenti, dai peggiori ai migliori. Per questo motivo venire idealizzanti può essere molto difficile per tutti noi. Potremmo essere ammirati a dismisura, ma molte parti di noi verrebbero altrettanto dimenticate e, a tempo debito, rifiutate.

Illustrazione di James R. Eads

Un argomento molto centrale per coloro che sentino di perdersi quando si sentono coinvolti in una relazione amorosa è il controllo. Questo punto è interessante poiché di fatto si ha spesso una percezione falsata di quello che può rappresentare il controllo per il nostro benessere. Se siamo stati in grado di costruire una centratura che ci aiuta a orientarci nella vita, il nostro ruolo in una relazione non sarà affatto passivo, ma potrà diventare assolutamente attivo. Talvolta un incontro con qualcuno ci appare come fortunato, perché nell’essere aperti a conoscere una persona nuova possiamo anche essere consapevoli di aver fatto un buon lavoro e aver visto materializzarsi l’idea che sia accaduto.

Fuori dalla classica narrativa che ci lega alla relazione ideale, possiamo dire che tutto quello che accadrà potrebbe essere stupefacente e arricchente e che potremmo provare a mettere tantissima immaginazione eppure non sapere esattamente cosa potrebbe accadere, poiché potremmo rimanere davvero estremamente stupiti da quello che la vita può offrirci.

Illustrazione di James R. Eads

Liberarsi dall’ego e dagli attaccamenti, dal senso di possesso e dalla necessità costante di ricevere un riscontro dell’essere visti, ascoltati, capiti, è forse la parte più complessa che potremmo desiderare di affrontare all’interno di una relazione. Riuscendo a guardare il sentimento da questo punto di vista, possiamo forse immaginare che questo possa essere un obiettivo, mai scontato e non necessariamente sempre presente a priori, ma una direzione verso la quale desiderare magari andare, nel raggiugnere una posizione ideale di noi stessi in

“A quel tempo, ho riconosciuto questa soppressione del sé come una vergogna privata e sgraziata; solo ora capisco che è un problema non originale. Ho parlato con innumerevoli persone che, nonostante si sentano sicure sul lavoro, in famiglia, con gli amici, si sono perse nelle relazioni. Hanno schiacciato le loro personalità in una forma diversa e hanno dimenticato i propri bisogni e desideri nel tentativo di indovinare quelli di un partner.
Quando ho chiesto alla psichiatra Dr Megan Poe perché le persone perdono il senso di sé nelle relazioni, ha detto che a volte è perché stanno cercando di “eco-localizzare l’altro e non rivelare il sé” e fondersi con loro. Secondo il dottor Poe, che insegnava in un corso sull’amore alla New York University, “la gente pensa che se io sono uguale all’altra persona allora siamo una coppia, ma questo li rende più insicuri perché non sono se stessi”. Questo comportamento significa anche che l’altra persona si confonde, perché non riconosce chi sei diventato.

Lunn, Natasha, Conversazioni sull’amore

Se hai il timore di perderti nella prossima relazione che avrai o ti sta già capitando in quella attuale e vuoi parlarmene, contattami alla email thedaimoncoach@gmail.com o scrivimi dalla pagina Contatti per prenotare la tua prima sessione conoscitiva gratuita.

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