Percorso per la settimana santa

La Pasqua, esotericamente, indica quel momento in cui il “Seme”, piantato nel Solstizio Invernale, e tenuto all’oscuro, imprigionato nella materia, può finalmente risorgere e germogliare, morendo a sé stesso, al proprio Ego e chiusura, e lasciando agire in sé la forza solare dell’Energia Vitale. 

Si celebra il trionfo della luce sul buio, della luce sulla morte. Nasciamo, alchemicamente, in un concepimento che simboleggia la perfezione. Prima della fase della divisione. La mitosi. Dove il mito, il Divino, si amalgama all’umano. In quell’involucro aureo, che è l’Archetipo della perfezione, la cellula primaria, l’uovo fecondato, simbolo di quella potenza intimamente e ancestralmente connaturata nella Donna, nella Natura, nel Caos primordiale, in quel Mistero insondabile, che è perfezione anche nella forma, sublimazione massima, dello stesso concetto di vita. In Egitto, l’uovo era consacrato a Iside, simbolo di Matrice generatrice immortale. Un uovo deposto da Seb, il Dio del Tempo e della Terra che depone un uovo, o l’Universo, nel KHOOM, l’acqua dello spazio, il principio femminile astratto. Perché nelle antiche civiltà primordiali, come l’antica Lemuria, tutti gli esseri umani erano ermafroditi, e mestruavano. La parte femminile veniva ovulata e gli ovuli erano già fecondati dal principio maschile, perché questi esseri avevano tutti, dentro di sé, gli aspetti maschili e femminili. L’umanità si riproduceva per mezzo del sistema di ovulazione e fecondazione interna, che è lo stesso sistema degli uccelli.La creatura si formava nell’uovo e dopo un certo tempo, rompeva il guscio d’uovo e prendeva vita, indistintamente nutrito da Padre e Madre. Quando l’umanità si è separata in sessi opposti, tutto è cambiato. L’uovo è stato rilasciato dall’ovaio, senza fecondazione, perché il principio maschile si era separato da quello femminile. Quindi, è stato necessario collaborare per creare. I Kumara(re divini) dirigevano quelle pratiche mistiche. Ma ognuno può essere Kumari di se stesso. Un residuo di queste antiche memorie è rimasto in Nepal, dove si celebra ancora il culto della Dea vivente degli Hindu,  la Kumari, la Dea Vergine, personificata da una bambina che viene selezionata  in qualunque momento della sua vita, dallo svezzamento alla pubertà. Una Dea Vivente che verrà detronizzata all’arrivo della prima mestruazione o di una qualsiasi perdita di sangue. Culto controverso per la durezza dell’iniziazione e dello stile di vita, ma che indica comunque l’importanza del mantenersi puri, per far si che la divinità si manifesti attraverso l’Umano. Il sangue versato è il simbolo di questa perdita, quando ci disconnettiamo dal nostro divino interiore. È rimasto come stigma. Cristo sulla Croce, versa sangue da meridiani energetici che indicano il punto di contatto con il Divino. Il centro del palmo della mano, il Laogong, è il punto di “Fuoco del Fuoco”, detto anche “il Palazzo del lavoro”, il punto di contatto con il sovrannaturale. È collegato con il sesto chakra Anja, il quale, a sua volta, è collegato al terzo occhio. Il nostro stato di coscienza, di consapevolezza. Anche i piedi trafitti dai chiodi, sono un centro energetico importante. Viene chiamato “Xiangu”, la Fossa della valle”, e impedisce di “vedere”, oltre ciò che sta accadendo. Per questo motivo il grido di dolore, di separazione apparente verso il Padre “Perché mi hai abbandonato?” E infine, l’ultima ferita, quella sul costato destro, il lato dell’energia maschile, che arriva, con la punta della lancia, fino al cuore. Un punto chiamato “sigillo dello Shen”, della consacrazione divina, anche se è stata inferta, appena dopo aver esalato l’ultimo respiro. Sono questi i tre nodi energetici, che poi diventano cinque(le due mani, i due piedi, il sesto chakra, ottenebrato anche dalla corona di spine, sanguinante, e il cuore al centro), come un pentacolo sacro. E il pentacolo è il simbolo del Femminino, l’accoglienza, la fecondità, la potenza creativa. Ogni volta che rilasciamo sangue, mestruo, non fecondato dalle nostre stesse intenzioni, dalla nostra sinergia mascolina e femminina in cooperazione, non creiamo. Moriamo. La connessione è Interna, non dipende dalle circostanze esterne. Perdiamo energia dai nostri punti energetici più importanti. La mente intuitiva, per vedere oltre, per capire oltre l’apparenza, per manifestarci al meglio. Le mani per ricevere e per dare. Per fare, per creare, per mandare baci. Per accarezzare, per asciugare lacrime. I piedi per avere passi sicuri nel mondo, per non vacillare, per non perdere l’orientamento nonostante le tempeste. E il Cuore, il Benedetto Cuore, che coordina gli altri quattro, per fare ciò per cui è stato destinato: Amare. 

Amare, amare, amare. 

Amare e trasmutare continuamente, affinché quella punta di lancia, che ha trafitto il fegato, che è sulla nostra parte destra, non si trasformi in livore che avvelena anche il cuore. Il fegato è l’organo dove si accumula la nostra rabbia, il nostro rancore, la nostra invidia, il nostro livore. Tutti i nostri nodi di paragone verso l’altro, in negativo. “Fegato”, in inglese, si dice “liver”. Sembra un’estensione della parola “live”, vita, il suo opposto. Perché chi serba rancore, non vive, muore nell’odio, che lo consuma, cannibalizzando sé stesso. “Liver/lover”. Da “colui che odia” a “colui che ama”. A colui che crea nodi d’amore. È questo, nel nostro piccolo, ciò a cui siamo stati chiamati. A creare nodi d’amore, per noi stessi, per ciò che siamo, per i nostri talenti e le nostre sgangheratezze, per i nostri limiti e le nostre meraviglie. E a creare griglie di energia pura, che tengano uniti gli umani. Reti di sicurezza, se dovessero vacillare e perdere l’equilibrio. Reti di connessioni, di recupero. Di protezione. Di energia che va molto, molto più veloce di qualsiasi 5G impiantato in cima al deretano del mondo, come un foruncolo purulento. Siamo molto oltre questo. Siamo dei linfociti viventi, linfa vitale per questo ecosistema vivente. I linfociti sono i globuli bianchi. La purezza. Cangianti come perle di fiume, nel quale niente stagna. Il nostro antibatterico naturale. Pura e bianca come la colomba. Quella colomba, che esotericamente è la Shekinah, il Divino Femminile che si fa Forma per consentire al Divino Mascolino di Manifestarsi. Imprescindibili l’uno dall’altra. Le nostre due polarità.Come due ali dello stesso volo

Tiziana Fenu

DURANTE LA SETTIMANA SANTA

Dobbiamo trovare il modo di rivolgerci allo Spirito che possiamo trovare soltanto nell’immagine della  R I S U R R E Z I O N E. Allora potremo procedere nel modo giusto dal clima dolente del Venerdì santo all’atmosfera spirituale del giorno di Pasqua. Diventeremo così anche capaci di TROVARE NEL CLIMA PASQUALE LE FORZE che deve accogliere in sé la nostra volontà, per poter diventare fautori degli IMPULSI DI ASCESA DELL’UMANITÀ, CONTRO LE FORZE DEL DECLINO. Abbiamo bisogno di tali energie che sono in grado di contribuire al lavoro che c’è da fare.Abbiamo bisogno del CRISTO che entra nella nostra volontà, la riscalda, la infiamma affinché essa diventi piena di vigore in vista di quelle azioni che l’evoluzione dell’umanità esige da noi.

Rudolf Steiner, O.O.203 – 27.03.1921

DOMENICA DELLE PALME – Antico Sole

Gesù Cristo cavalca un asino, animale associato a Saturno, e vine accolto da una folla che lo saluta con fronde di palma, pianta simbolo del Sole e della Resurrezione, conosciuta anche con il nome di “Fenice”. Questo evento significa che l’evoluzione solare a cui il Cristo è legato, si è unita all’evoluzione fisica dell’Antico Saturno, divenendone la guida che condurrà alla restaurazione del fantoma, il corpo fisico spirituale originario, nel Corpo di Resurrezione.

AL MATTINO

Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Giovanni 12:12-18

“Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù Cristo veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!

Gesù Cristo, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

Non temere, figlia di Sion!

Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina.

Sul momento i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù Cristo fu glorificato, si ricordarono che questo era stato scritto di lui e questo gli avevano fatto. 

Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. 

Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel segno.”

AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)

Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Riconosciamo la verità solo quando appare esteriormente?”

ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)

Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori bianco-viola (in qualsiasi tonalità). Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima. 

PRIMA DI ADDORMENTARSI

Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste. 

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo). 

LUNEDI’ – Antica Luna

In cui avviene la maledizione del fico da parte di Gesù Cristo, indicando con questo atto che la via dell’iniziazione antica, lunare, precedente a quella del Cristo stesso, è finita. Il fico è l’albero dell’Illuminazione del Buddha, il quale ha riversato la sua dottrina dell’amore nell’Amore che si incarna, il Cristo stesso. Come il Buddha aveva dato una via per redimere la tentazione Lucifero a nel corpo astrale, ora l’Io si trova ormai a nascere entro il singolo uomo e può agire direttamente nell’astrale, dunque non è più necessario per dei guru esteriori guidare l’evoluzione dell’Io.

AL MATTINO

Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

“La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù Cristo salì a Gerusalemme. 

Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti.

Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». 

E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:

«Lo zelo per la tua casa mi consuma».

I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» 

Gesù Cristo rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!» 

Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» 

Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 

Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù Cristo aveva detta.”

AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)

Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Abbiamo fatto posto dentro di noi per accogliere la verità?”

ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)

Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

– VIOLA della rinuncia alla via antica del corpo astrale guidato dall’esterno, assumendosi così la responsabilità di sé.

– ROSSO del sangue che verrà versato per permettere il superamento delle forze retrograde dell’anima di gruppo.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima. 

PRIMA DI ADDORMENTARSI

Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste. 

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo). 

MARTEDI’ SANTO: Terra-Marte

Qui Gesù Cristo annuncia il tradimento da parte di uno dei 12 discepoli, indicando così che vi era chi ancora viveva nelle forze dell’anima di gruppo animale e della precedente Legge, la quale cercava un messia politico e l’instaurazione di un Regno Terrestre, piuttosto che un messia spirituale e un Regno dei Cieli, capace di ricondurre l’uomo allo stato edenico. Annuncia anche il triplice rinnegamento di Pietro. Pietro corrisponde alla terra e dunque al corpo fisico. Il triplice rinnegamento di Pietro si riferisce al fatto che l’autocoscienza, ormai avvolta dalle tenebre del corpo fisico, non riesce a riconoscere la verità nel pensare, nel sentire e nel volere – “prima che il gallo canti” dove il gallo è simbolo occulto di Mercurio, cioè Lucifero – ovvero prima che l’antica Saggezza, custodita da Lucifero, venga redenta dal Cristo sulla croce per mezzo del Buon Ladrone che lo riconosce quale Redentore.

AL MATTINO

Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Marco 12:13-17

“Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.

E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?».

Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda».

Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».

Gesù Cristo disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui.”

AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)

Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Restituiamo le giuste forze ai diversi ambiti della vita?”

ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)

Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

– ROSSO del sangue che verrà versato per permettere il superamento delle forze retrograde dell’anima di gruppo.

– GIALLO della rinnovata intelligenza mercuriale, unione di pensiero e amore, la quale conduce oltre l’antica evoluzione.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima.

PRIMA DI ADDORMENTARSI

Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste.

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo).

MERCOLEDI’ SANTO: Terra-Mercurio

Maria unge i piedi di Gesù Cristo con l’olio di nardo, olio prezioso che viene elargito nonostante il suo prezzo. Il nardo è simbolo dell’amore che più viene donato più viene a crearsi. Giuda recrimina il gesto a Maria, riconducendo l’unzione ad uno spreco di denaro che si sarebbe potuto donare ai poveri, con questo ricordando la ribellione degli spiriti luciferici nell’Antica Luna che trattennero per sé la saggezza delle Virtù.

AL MATTINO

Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Giovanni 12:1-8

“Sei giorni prima della Pasqua, Gesù Cristo andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 

E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 

Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù Cristo e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. 

Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: 

«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». 

Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 

Gesù Cristo allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».”

AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)

Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Doniamo quanto di prezioso avevamo quando potevamo farlo?”

ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)

Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

– GIALLO della rinnovata intelligenza mercuriale, unione di pensiero e amore, la quale conduce oltre l’antica evoluzione.

– ARANCIONE, che indica la pienezza delle forze solari nella sfera terrestre.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima. 

PRIMA DI ADDORMENTARSI

Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste. 

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo). 

GIOVEDI’ SANTO: Futuro Giove
Durante l’Ultima Cena, Gesù Cristo celebrando l’eucarestia, identifica con se stesso ciò che Melchizedek aveva trasmesso originariamente ad Abramo: la consacrazione e celebrazione col pane e col vino. Si tratta dunque dell’identificazione delle forze del Cristo con quelle della Terra nel suo complesso, così che il pane e il vino, sono corpo e sangue, corpo fisico ed eterico.

AL MATTINO
Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Matteo 26:20-29

“Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.
Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà».
Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.
Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Ora, mentre essi mangiavano, Gesù Cristo prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».”


AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)
Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Rendiamo servizio a coloro che sono più indietro sul cammino?”


ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)
Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

ARANCIONE, che indica la pienezza delle forze solari nella sfera terrestre.

VERDE, il colore della vita che viene a rinnovarsi, la Terra che diviene Sole.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima.


PRIMA DI ADDORMENTARSI
Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste.

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo).

VENERDI’ SANTO: Futura Venere
È il giorno della Passione di Gesù Cristo il cui sangue viene sparso sulla Terra, fino a giungere alla crocifissione sul Golgotha, il monte del Cranio. L’Io individuale viene finalmente ad incarnarsi nel corpo fisico, albergando nel punto tra gli occhi, alla radice del naso: in quel punto al centro del cranio. Ora l’essere umano non è più solo membro della famiglia di sangue, bensì è una specie in se stesso. Da questo momento dovrà cercare le forze della fratellanza dello spirito se vuole rinnovare la comunità. Con lo spargimento di sangue e la crocifissione, le forze solari vengono ad irraggiarsi sulla Terra, rinnovandone l’aura.

AL MATTINO
Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Matteo 26:20-29

“26 Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù Cristo.
27 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
28 Ma Gesù Cristo, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
29 Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.
30 Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
31 Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
32 Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.
33 Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra.”


AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)
Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Pratichiamo gentilezza nei confronti di chi è gravato dal peso della sua croce?”


ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)
Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

VERDE, il colore della vita che viene a rinnovarsi, la Terra che diviene Sole.

BLU, che va schiarendosi per unione col bianco del Sole a divenire azzurro come il colore delle Stelle.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima.


PRIMA DI ADDORMENTARSI
Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste.

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo).

SABATO SANTO: Futuro Vulcano

Il Cristo discende nelle viscere della Terra e qui incontra tutte le precedenti condizioni dell’evoluzione cosmica a ritroso, dall’Antica Luna, Antico Sole e Antico Saturno e le riscatta infondendo in esse nuova vita solare. Il Cristo giunge al cuore della Terra, dove viene posto il seme del Sole, che renderà l’intero pianeta il nuovo corpo dell’Adamo Cosmico, il corpo dell’umanità unita nell’Io cosmico del Cristo nel Futuro Giove, poi la Terra diverrà un nuovo Sole nella Futura Venere e infine una Stella nel Futuro Vulcano.

AL MATTINO

Leggere ed interiorizzare il seguente passo, tratto dai Vangeli. Al termine prendersi del tempo per meditare sulle immagini evocate e successivamente prendere nota su un taccuino dell’esperienza vissuta:

Giovanni 19:18-30

Essi allora presero Gesù Cristo ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgotha, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù Cristo nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù Cristo il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù Cristo era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù Cristo, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:Si son divise tra loro le mie vestie sulla mia tunica han gettato la sorte.E i soldati fecero proprio così. Stavano presso la croce di Gesù Cristo sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù Cristo allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù Cristo, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù Cristo disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

AL POMERIGGIO (a ridosso o dopo il tramonto)

Rispondere alla seguente domanda, prendendo nota sul taccuino:

“Compiamo tutto ciò che è in nostro potere al momento in cui è necessario?”

ENTRO SERA (in qualsiasi momento della giornata, possibilmente prima del tramonto)

Con qualsiasi strumento artistico (pastelli, gessetti, soft pastels, acquerelli, etc.) creare un’opera utilizzando solo i colori:

– BLU, che va schiarendosi per unione col BIANCO del Sole a divenire azzurro come il colore delle Stelle.

Utilizzare un foglio piccolo, ad esempio un A5 o al massimo A4 affinché possiate poi meditare la sera, prima di addormentarvi, sull’opera realizzata. E’ consigliabile meditare dopo la retrospettiva e non prima.

PRIMA DI ADDORMENTARSI

Al termine della meditazione serale, ispirati dalla vostra opera, scrivete una singola frase nel taccuino, creando quindi una singola immagine che si è risvegliata in voi. Questa frase verrà poi unita alle successive (dei prossimi giorni) andando a formare un vostro personale mantra sul quale mediteremo quotidianamente per fra la Pasqua e la Pentecoste.

Non createlo con la “mente”, ma lasciate che sia la vita di sentimento a creare l’immagine e quindi la singola frase (ci raccomandiamo, poche parole, un singolo periodo).

DR. RUDOLF STEINER, LA FESTA DI PASQUA , (da oo 54), Berlino – Architektenhaus, 12 aprile 1906.

La conoscenza cosmica dello spirito collega la festa di Pasqua al risveglio del sole, allo sbocciare del mondo vegetale, alla primavera. Come il granello di frumento immerso nella terra deve morire per ridestarsi a nuovo, così dovette addormentarsi nel corpo umano la luce astrale per venire nuovamente risvegliata. Simbolo della festa di Pasqua è il granello di frumento che si sacrifica affinché nasca una nuova pianta. E’ il sacrificio di una fase di natura per farne sorgere una nuova. Il sacrificio e il divenire si fondono nella festa di Pasqua. Tutte quelle guide dell’umanità che seppero come la vita spirituale superiore si risveglia sbocciando dalla inferiore, hanno compreso l’idea pasquale. Perciò anche Dante nella sua Divina Commedia ha rappresentato il proprio risveglio nella data del Venerdì Santo. Lo vediamo chiaramente sin dal principio del poema. La grande visione che Dante ci descrive viene collocata da lui nel suo 35° anno, nel mezzo della vita. Settant’anni formano una vita umana normale, trentacinque la metà. Il poeta assegna trentacinque anni allo sviluppo graduale dell’esperienza fisica, a quel periodo di tempo in cui l’uomo accoglie ancor sempre in sé nuove esperienze fisiche. Allora egli è maturo al fatto che all’esperienza fisica si accompagni la spirituale. Quando le forze del fisico crescenti, divenienti sono raccolte, riunite tutte quante, allora in- comincia il periodo in cui viene destato a vita l’elemento spirituale. Perciò Dante fa sorgere la sua visione nella festa di Pasqua. Il Natale celebra il primo naturale accrescersi della forza solare. La Pasqua viene posta in connessione con l’ascesa delle forze solari giunte al mezzo. Siamo nel punto centrale di primavera, nel punto della Pasqua, quando Dante pensò sé stesso a metà della vita umana e sentì sbocciare in sé medesimo la vita dello Spirito. A ragione la festa di Pasqua è fissata a metà della curva ascendente del sole, in relazione a quel punto nel tempo in cui viene risvegliata a nuovo nell’uomo la luce astrale addormentata. La forza del sole sveglia la semente che dormiva, il chicco di grano che riposa in seno alla terra; il sole è diventato simbolo di ciò che ha luogo nell’uomo quando si desta in lui quello che l’occultista chiama la luce astrale. Essa nasce nell’intimo dell’uomo. La festa di Pasqua è la festa della Risurrezione nell’intimo dell’uomo. Il pensiero di Cristo Redentore è stato messo in rapporto col pensiero cosmico.

E’ stata sentita una specie di antitesi tra il concetto cristiano della Pasqua e l’idea scientifico-spirituale del Karma. Quest’ultima sembra in contrasto con la Redenzione portata dal Figlio dell’Uomo. Coloro che poco capiscono della concezione fondamentale della Scienza dello Spirito, scorgono un antagonismo tra la redenzione dovuta al Cristo Gesù e il concetto del Karma. Secondo loro il pensiero di un Dio Redentore contraddice all’auto-redenzione operata dal Karma: ma essi non comprendono in maniera giusta né il pensiero pasquale della redenzione, né il pensiero karmico della giustizia. Avrebbe torto chi vedendo soffrire un altro uomo gli dicesse: “Ti sta bene, tu stesso sei la causa del tuo male!” e gli negasse aiuto per lasciare agire il karma. Sarebbe malintendere il karma, il quale ci dice: “Aiuta colui che soffre, poiché tu sei al mondo per aiutare. In modo analogo possiamo anche aiutare invece di un singolo, un’intera cerchia di uomini, e così facendo ci inseriamo nel loro karma. Se una individualità possente quale il Cristo Gesù viene in soccorso dell’umanità intera, l’olocausto che Egli fa di sé, la sua morte, agisce nel karma di tutta l’umanità. Egli aiutò a portare il karma di tutta l’umanità, e noi possiamo tener per certo che la Redenzione compiuta dal Cristo Gesù fu accolta nel karma dell’intero genere umano. Sarà proprio la Scienza dello Spirito che guiderà a comprendere veramente il concetto della Redenzione e della Resurrezione. Un Cristianesimo avvenire fonderà l’unione fra la Redenzione e il Karma. Nella vita spirituale causa ed effetto sono connessi, perciò questo sommo sacrificio deve recare i suoi effetti nella vita degli uomini. Anche il concetto di questa festa pasquale che sembra scritta nel mondo stellare, che in esso crediamo di leggere, viene reso più profondo e più sublime dalla conoscenza dello spirito. E d’altro canto ravvisiamo altresì gli arcani del pensiero di Pasqua se volgiamo lo sguardo alla nuova alba dello spirito che sorgerà nell’uomo. Al presente l’uomo vive a mezzo della vita in condizioni disordinate, confuse, prive di armonia. Ma tuttavia egli può sapere che, come il mondo è emerso dal Caos, così dalla propria interiorità oggi ancora caotica un giorno sorgerà l’armonia.

Il Redentore che vive nell’intimo dell’uomo risorgerà, simile al corso regolare dei Pianeti intorno al Sole. Egli, di fronte a ogni dissenso significherà l’unione, la suprema armonia. La solennità della Pasqua renda memore ognuno della Risurrezione dello Spirito dalla presente ottenebrata natura umana.

I testi con le meditazioni vengono dal lavoro di Giorgio Tarditi Spagnoli, di cui ringrazio Opera Omnia per la diffusione online.

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